Questa settimana il dominio “Sex.com”, in passato al centro di notevoli battaglie legali, è stato acquistato dalla Escom LLC per la cifra di 14 milioni di dollari. Parlandone questa sera con un collega il suo commento è stato: “Anche poco!” e una semplice curiosità è divenuta il tema di una lunga chiaccherata serale incentrata sull’effettivo valore economico dei siti XXX e del loro futuro nel nostro paese.
Certo, Sex.com qualche anno fa era capace di 500.000 $ al mese grazie alla vendita di banner ad altri siti a luci rosse, ma credo che ormai i contenuti di questa tipologia di portali (sempre contenuti sono…) siano stati così inquinati in passato che mi torna difficile pensare ad un Sex.com come ad un “buon affare”, se si considera la cifra sborsata. Basti pensare alla saturazione di prodotto VM18 che si è avuta sul web con il proliferare del P2P; una saturazione a cui molti siti del settore hanno reagito tirando fuori contenuti ancora più estremi e riempiendo le caselle e-mail di mezzo mondo con spam aventi come oggetto le famose pasticche azzurre capaci di donare fantastiche prestazioni sessuali e altri medicinali miracolosi di dubbia provenienza.
Insomma, mettendo da parte la moralità e vedendo la cosa in maniera professionale, continuo ad essere dubbioso su questo importo di tutto rispetto sborsato per Sex.com.






















































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