Post del mese di ottobre 2006 ↓
25 ott 2006 | il poco che so di mtb
Qualche mese fa ho acquistato una coppia di pedali a sgancio rapido per la mia mtb: i vecchi Shimano che ho trovato di serie sulla Epic iniziavano ad aver visto troppe battaglie, anche in considerazione che ho preso la bici usata, e decisi quindi di pensionarli.
In passato avevo già avuto dei pedali Ritchey (o meglio, Ritchey Logic), e devo dire che mi ero trovato veramente bene: se ben regolati risultavano essere veramente efficaci in tutte le condizioni, ma stiamo parlando del 1995!
Memore dell’esperienza positiva sono andato a spulciarmi un po’ di informazioni sui prodotti 2006 della Ritchey, e facendo un po’ di valutazioni e leggendomi qualche recensione in giro ho individuato quello che sarebbe stato il mio prossimo acquisto i pedali Ritchey V4 Pro.
Tale modello si va a collocare in posizione intermedia nella famiglia “V4″ dei mountain pedals Ritchey, tra i top di gamma WCS V4 e gli entry level Comp V4.
Già dalle primissime uscite i V4 Pro mi sono sembrati degli ottimi pedali: ottimo rapporto/qualità prezzo, peso abbastanza contenuto (anche se non sono un fanatico dei pesi piuma è da sottolineare che pesano 275 gr la coppia, contro gli oltre 320 gr dei ben più costosi XTR di Shimano), ottimo drenaggio del fango, grande precisione di aggancio e sgancio delle tacchette grazie ad una regolazione molto semplice da ambo i lati della faccia del pedale.
I pedali in questione, la cui anima è costituita da un perno in CrMo con cuscinetto a sfere sigillato, sono infatti caratterizzati da una generosa apertura del corpo pedale, cosa che mi ha favorevolmente impressionato nelle prime uscite su terreno abbastanza pesante.
…

…Il problema pare presentarsi solo sui V4 Pro del 2006 prima serie accoppiati con scarpe da mtb dal profilo della suola particolarmente accentuato (personalmente ho avuto modo di raccogliere testimonianze di altri ciclisti acquirenti dei V4 Pro che utilizzavano scarpe Specialized, Scott e Gaerne).
…A breve pubblicherò le foto relative a questi due piccoli rimedi molto hand made e applicabili in pochi minuti, ma che nel mio caso mi hanno permesso di non rovinare i Ritchey V4 Pro
…permalink
22 ott 2006 | il poco che so di e-commerce
Si tratta sicuramente di deformazione professionale, non ho difficoltà ad ammetterlo: mi ergo a guru (quella figura a metà tra lo smanettone e il professionista) e mi metto a dispensare qualche consiglio ai merchant che utilizzano un comparatore di prezzi o più d’uno, come avviene spesso…. in Italia direi che il termine più corretto è proprio comparatori di prezzi, anche se in realtà per molti di questi il termine “comparatore” è abbastanza riduttivo in quanto non si limitano al solo confronto dei prezzi, che a mio modesto parere può essere anche poco utile anche per l’utente finale (e potenziale acquirente).
…Iniziamo con lo sfatare un mito: i comparatori di prezzo non sono tutti uguali, è quindi normale che molti e-shop si affidino a più piattaforme di questo genere; utenza diversa, diversa usabilità e interfaccia, diversi contenuti, modalità e logica del motore e conseguente serp (search engines results page, pagina dei risultati di un motore di ricerca…
…Dicevo, per un giorno metto da parte un po’ di modestia e mi ergo (con modalità alquanto poco elegante e non scevra da toni autocelebrativi assolutamente privi di fondamento alcuno) a guru dell’e-commerce, pronto a dispensare qualche consiglio, spero utile, agli e-commercianti che hanno deciso di affidarsi a questi strumenti promozionali per (cercare di) incrementare la loro visibilità e le loro vendite.
…Voler battere i propri competitor sul solo fattore prezzo spesso significa innescare delle dinamiche deleterie per il proprio mercato di riferimento e, nel medio periodo, anche per il proprio business: vendite con margini eccessivamente contenuti, nessuna differenziazione tra il proprio e-shop e quello dei nostri concorrenti, scarsa fidelizzazione del cliente che sarà dunque portato sempre e comunque a scegliere di acquistare solo dove paga mano.
…Ed è in quest’ottica che suggerisco di rivalutare la presenza sui comparatori di prezzi, meglio pensare a questi portali come ad una “vetrina virtuale” sulla quale è comunque importante esserci (se la “vetrina virtuale” di cui parliamo è una vetrina di qualità!), al di là della sola indicizzazione finalizzata a mostrare il prezzo più basso di un certo prodotto.
…Con questo spider (o robots, anche in questo caso vengono utilizzati vari termini più o meno tecnici per indicarlo) il comparatore va ad interrogare un file (il feed dei prodotti, appunto) che il merchant avrà appositamente generato interrogando il proprio database prodotti e che avrà avuto cura di mettere a disposizione sul proprio spazio web.
…L’assenza di un’immagine associata al prodotto chiaramente non spronerà l’utente a visitare l’offerta di quel negozio (un po’ come avere una vetrina senza niente esposto), senza contare poi che molti motori di comparazione offrono all’utente la possibilità di effettuare delle ricerche tra i soli prodotti ai quali è associata un’immagine.
…Le vetrine a tema e gli “speciali” sui comparatori sono sempre disponibili, anche in questo caso sarebbe bene di non farsi precedere dal vostro concorrente diretto: la scelta di uno spazio predominante appositamente studiato per l’occasione, o un’area a tema con i vostri prodotti può fare la differenza.
…Misuratene la provenienza, gli interessi, le incertezze durante la navigazione, le preferenze per quanto concerne la logistica e le modalità di pagamento, i contenuti delle vostre pagine web sui quali focalizzano la loro attenzione (sì, si può fare anche questo) e quali sono i link che seguono, le risorse esterne dalle quali arrivano, i tempi di permanenza medi ed il numero di pagine visitate da ogni singolo utente.
13 ott 2006 | qualcosa dal web
No, questa volta non sono arrivato a questo sito per caso facendo il vagabondo del web come è capitato in altre occasioni. Il nuovo sito del Consorzio Agrario Provinciale di Pisa mi è stato segnalato dal mio amico Federico Chiarugi che ne ha curato la realizzazione, con il quale magari ci sarà modo di approfondire alcuni aspetti del sito e di parlare di altri suoi progetti.
…In questo caso mi è venuta in aiuto la pagina della storia del consorzio : “L’organizzazione dei Consorzi Agrari non nasce da un fatto di speculazione economica, ma è il risultato di un precedente e vasto movimento morale che ha orientato l’animo degli agricoltori ad affrontare e risolvere collettivamente i problemi inerenti all’esercizio ed alla tutela delle loro attività.” Quindi uno dei tanti obiettivi del Consorzio pisano è quello di andare incontro a quelle che sono le esigenze di chi opera nell’ambito dell’agricoltura e la zootecnia, offrendo loro tutta una serie prodotti e servizi per mezzo di una rete di agenzie dislocate sul territorio della provincia di Pisa.
Il sito del Consorzio di Pisa in realtà era già online: un sito-vetrina statico composto da una sola pagina (se non sbaglio) a mio avviso un po’ anonima e poco conosciuta dai motori di ricerca. Oltre ad aver dotato il sito di un certo numero di pagine finalizzate a fornire informazioni di vario genere su quelle che sono le attività del CAPPISA (acronimo per “Consorzio Agrario Provinciale – Pisa”), Federico, in stretta collaborazione con il personale del consorzio ha lavorato direttamente sui contenuti, andando a fornire tutta una serie di informazioni e servizi utili al visitatore. I contenuti sono uno dei fattori principali ai quali è demandata l’indicizzazione ed il posizionamento dei siti internet: ogni tanto è bene ricordarselo. Naturalmente le pagine hanno comunque subito un primo quanto auspicabile lavoro a livello di i meta tag: in passato ho già avuto modo di dare un mio parere sui tag description e keywords, secondo cui il tag keywords è pressochè ignorato dai motori di ricerca (credo, ma vabbè mettiamole
), mentre il tag description, pur avendo un valore presumibilmente basso/nullo per quanto riguarda l’indicizzazione, è a mio avviso un fattore da non tralasciare in un’ottica posizionamento e ctr. Naturalmente non è stato tralasciato il title, che come la description è stato tematizzato specificatamente per ogni singola pagina.
Il tutto è accompagnato da una grafica gradevole e da alcune fotografie in header veramente belle e suggestive aventi come tema la campagna toscana: complimenti al fotografo!
Sono proprio curioso di vedere quanto tempo ci vorrà a vedere le pagine del consorzio pubblicate sui motori di ricerca, Google in primis…
07 ott 2006 | quotidianità
In meno di un mese è la seconda volta che salgo a Milano: la prima volta per puro svago, questa volta per lavoro. Devo dire che non sono mai riuscito ad apprezzare molto il capoluogo lombardo, probabilmente per il fatto che solitamente sono a Milano per lavoro e mai sono riuscito ad apprezzarne gli aspetti positivi: sono dell’idea che se si riesce ad entrare “in sintonia” con quello che ha da offrire è una città capace di regalare molte opportunità e occasioni di formazione e svago, se pur con con gli oggettivi problemi di tutte le grandi metropoli…. In NaftaNet abbiamo infatti deciso di dotarci di una web farm più affidabile: i servizi offerti da Aruba, se pur su server dedicati di nostra proprietà, non riuscivano più a soddisfare le nostre esigenze, e così abbiamo deciso di trasferire le nostre macchine in Level IP….
Viaggio in autostrada con qualche piccolo imprevisto (mio nonno mi diceva sempre: “Alessio, quando guidi stai attento ai golfisti, gli omini col cappello e alle donne!”… bene, abbiamo incontrato una donnina col cappello su una golf che a momenti ci manda fuori strada!), ma siamo arrivati sani e salvi a destinazione presso la sede di Level IP: bellissima! Siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla loro cordialità (il primo approccio), efficienza e professionalità: un servizio di tutt’altro livello rispetto a quello che ci poteva essere offerta da Aruba; forse adatta ad altre esigenze, ma non le nostre. Oltretutto Casa-Aruba ci era arrivata tra capo e collo in maniera un po’ forzosa durante le mie vacanze durante lo scorso inverno.
Comunque sia, complimenti a Level IP: già dalle prime ore successive al trasloco dei server hanno avuto modo di dimostrare la loro tempestiva efficienza; sono certo che sarà una felice collaborazione!
Cena veramente singolare, divertente ed economica al Ristorante Peruviano “El Carajo”: cibo ottimo, porzioni abbondanti e atmosfera che profuma di America Latina; consigliatissimo se non state cercando il solito locale raffinato e alla moda.
Altra cosa che mi sento di consigliare: mai a Milano durante i giorni di sciopero dei mezzi pubblici!
Oppure fregatevene, se avete questa!