Si tratta sicuramente di deformazione professionale, non ho difficoltà ad ammetterlo: mi ergo a guru (quella figura a metà tra lo smanettone e il professionista) e mi metto a dispensare qualche consiglio ai merchant che utilizzano un comparatore di prezzi o più d’uno, come avviene spesso…. in Italia direi che il termine più corretto è proprio comparatori di prezzi, anche se in realtà per molti di questi il termine “comparatore” è abbastanza riduttivo in quanto non si limitano al solo confronto dei prezzi, che a mio modesto parere può essere anche poco utile anche per l’utente finale (e potenziale acquirente).
…Iniziamo con lo sfatare un mito: i comparatori di prezzo non sono tutti uguali, è quindi normale che molti e-shop si affidino a più piattaforme di questo genere; utenza diversa, diversa usabilità e interfaccia, diversi contenuti, modalità e logica del motore e conseguente serp (search engines results page, pagina dei risultati di un motore di ricerca…
…Dicevo, per un giorno metto da parte un po’ di modestia e mi ergo (con modalità alquanto poco elegante e non scevra da toni autocelebrativi assolutamente privi di fondamento alcuno) a
…Voler battere i propri competitor sul solo fattore prezzo spesso significa innescare delle dinamiche deleterie per il proprio mercato di riferimento e, nel medio periodo, anche per il proprio business: vendite con margini eccessivamente contenuti, nessuna differenziazione tra il proprio e-shop e quello dei nostri concorrenti, scarsa fidelizzazione del cliente che sarà dunque portato sempre e comunque a scegliere di acquistare solo dove paga mano.
…Ed è in quest’ottica che suggerisco di rivalutare la presenza sui comparatori di prezzi, meglio pensare a questi portali come ad una “vetrina virtuale” sulla quale è comunque importante esserci (se la “vetrina virtuale” di cui parliamo è una vetrina di qualità!), al di là della sola indicizzazione finalizzata a mostrare il prezzo più basso di un certo prodotto.
…Con questo spider (o robots, anche in questo caso vengono utilizzati vari termini più o meno tecnici per indicarlo) il comparatore va ad interrogare un file (il feed dei prodotti, appunto) che il merchant avrà appositamente generato interrogando il proprio database prodotti e che avrà avuto cura di mettere a disposizione sul proprio spazio web.
…L’assenza di un’immagine associata al prodotto chiaramente non spronerà l’utente a visitare l’offerta di quel negozio (un po’ come avere una vetrina senza niente esposto), senza contare poi che molti motori di comparazione offrono all’utente la possibilità di effettuare delle ricerche tra i soli prodotti ai quali è associata un’immagine.
…Le vetrine a tema e gli “speciali” sui comparatori sono sempre disponibili, anche in questo caso sarebbe bene di non farsi precedere dal vostro concorrente diretto: la scelta di uno spazio predominante appositamente studiato per l’occasione, o un’area a tema con i vostri prodotti può fare la differenza.
…Misuratene la provenienza, gli interessi, le incertezze durante la navigazione, le preferenze per quanto concerne la logistica e le modalità di pagamento, i contenuti delle vostre pagine web sui quali focalizzano la loro attenzione (sì, si può fare anche questo) e quali sono i link che seguono, le risorse esterne dalle quali arrivano, i tempi di permanenza medi ed il numero di pagine visitate da ogni singolo utente.





















































1 commento ↓
[...] funzionano i comparatori di prodotti? a: Qui non lo spiego (anzi, l’ho già spiegato), però se vuoi puoi contattare OkPrezzi: te lo faccio raccontare da una persona ben [...]
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