Post del mese di gennaio 2007 ↓

Ricarica PostePay: ecco perchè no!

Più di una volta mi sono ritrovato a parlare con clienti (merchant) o a partecipare a discussioni inerenti i sistemi di pagamento sui vari forum e-commerce che frequento, e ogni volta ho avuto modo di esprimere la mia totale disapprovazione all’impiego della ricarica su PostePay come modalità di pagamento, su un e-shop in modo particolare, ma credo che la cosa debba essere estesa anche all’off-line.

Visto che spesso e volentieri l’argomento “riacarica PostePay” torna a galla, ho deciso di scrivere questo post, così lo segnalerò ogni volta che mi troverò a discuterne e non dovrò scriver ogni volta il motivo per il quale aborro l’uso delle carte ricaricabili in generale, e della PostePay in particolare.

Questa spesso non viene impiegata secondo la modalità tradizionale, cioè sul sito e-commerce del merchant, o per essere più precisi sul gateway messo a disposizione da uno dei vari fornitori di questo servizio, dove tipiacamente la transazione on-line avvine su server pressochè blindati.

…armati di pazienza ed occhiali da lettura, secondo cassetto) detto:

  • la ricarica su PostePay non nasce come metodo di pagamento/incasso, ma appunto come un sistema di trasferimento fondi su una carta di credito, con tutti gli-apparenti- vantaggi dei sistemi di trasferimento fondi come Western Union o MoneyGram.

    Ma se si utilizzata un sistema di trasferimento fondi (che solitamente avviene tra persone che si conoscono, amici o parenti) per effettuare un pagamento ne emergono tutti i rischi e limiti, in quanto non è dotato dei necessari requisiti di sicurezza che dovrebbe avere un sistema di pagamento, soprattutto se adoperato per acquisti on-line;

  • per effettuare la ricarica su PostePay è indispensabile conoscere il nome dell’intestatario e il numero di carta da ricaricare, con tutti i rischi che è facile immaginare: un truffatore minimamente scaltro con questi pochi dati a disposizione riesce a svuotare la carta in breve tempo, anche perchè la PostePay come data di scadenza non ha giorno/mese/anno, ma solo mese/anno, agevolando non poco il malintenzionato;
  • il servizio di verifica online del conto PostePay fornito da
  • il pagante non è assolutamente tutelato da eventuali frodi (anche se di solito è il merchant ad essere frodato e non-tutelato, contrariamente a quanto si possa pensare): non è possibile disconoscere un acquisto fatto con carte ricaricabili e quindi venire rimborsati, la magra consolazione “sì, ma con una PostePay al massimo si prendono solo i soldi che hai sulla carta” mi sembra alquanto stupida, visto che le normali carte di credito offrono una garanzia pressochè completa da questo punto di vista, oltretutto si suppone che un merchant non abbia una PostePay con pochi spiccioli caricati sopra;
  • ogni ricarica ha un costo per il pagante, che se non dispone di una carta PostePay dovrà recarsi presso un ufficio postale e farsi la fila (come minimo).Oltre ad essere indubbiamente scomodo, sicuramente si perde l’effetto dell’acquisto di pancia: l’utente avrà tutto il tempo di ripensare all’acquisto effettuato, ed eventualmente per decidere di non portarlo a termine con il pagamento: un altro fattore che potrebberro portare a perdere le vendite;
  • last but not least, la ricarica su PostePay è poco professionale: la ricarica viene fatta al Sig…. in quanto le PostePay non sono carte intestate a privato (anche se forse la …Personalmente non posso che sconsigliare l’uso delle varie ricaricabili, prepagate e revolving per gli acquisti su internet, sia ai rivenditori sia ai clienti (che succede se il Signor Mario Rossi in realtà si chiama Giuseppe Verdi e decide di non spedirti l’oggetto da te pagato?)

    …Il concetto alla base della PostePay, come di ogni altra carta di credito ricaricabile è e dovrebbe rimanere questo, semplificando molto: decido di avere a disposizione una certa somma sulla carta di credito e vi deposito preventivamennte dei soldi al fine di poterne fare l’uso che più mi aggrada al momento opportuno; sono in Cina e ho finito i soldi sulla carta di credito?

Come perdere le vendite senza accorgersene

registrazione-ecommerceIpotizziamo che tu voglia avviare un negozio on-line: un e-commerce, esatto.
Sì sì, tu. Chissà quante volte c’hai pensato, magari anche solo per un attimo.
"Bello, vendere su internet! Magari arrotondo il mio stipendio, e se va bene divento ricco! Ora vado su eBay e…"
Ok, se è quello che hai pensato puoi anche smettere di leggere, vai qui e ciao: questo post non ti serve.
Se vuoi fare esperimenti, prove, errori e cazzate… fallo lì! :)
Ma non farlo sulla pelle dei clienti che credono ed hanno fiducia nel commercio elettronico: tu comunque non potrai dare loro quello che cercano.
No, non cercano il prezzo, o non solo perlomeno… e tu al massimo puoi dare quello (io dico "nemmeno quello", ma magari mi sbaglio).

L’e-commerce è altro! continua a leggere →

Non conosco il numero di telefono di Stuart Delta!

Questo post lo dedico a te che per diverse volte hai cercato su Google telefono “Stuart Delta” e che per altrettante diverse volte sei capitato su questo sito. :)

Magari il titolo del post non è chiaro (e non corrisponde al vero, ma questo ha poca importanza), cerco di essere più preciso: su questo sito non è disponibile il numero di telefono di Stuart Delta (che saluto con affetto, ciao Stu‘!)

L’Errore dell’E-Commerce: il convegno e-commerce organizzato da Aicel

Inauguro la nuova area del sito segnalando ai potenziali interessati il convegno nazionale organizzato da AICEL: "L’Errore dell’E-Commerce", forse il primo vero evento di portata nazionale riguardante il commercio elettronico.
E lo IAB?! Beh, lo IAB è un convegno sulla pubblicità interattiva, un qualcosa di ben diverso e soprattutto non espressamente dedicato agli operatori del mondo dell’e-commerce.

"L’Errore dell’E-Commerce"… continua a leggere →

Eventi e Corsi… di qualcosa!

Si cresce e soprattutto si cerca di crescere, a tale scopo sono importanti eventi e corsi organizzati nell’ambito del proprio settore di interesse, settore entro il quale si cerca di migliorare, sia che riguardi il proprio lavoro sia che vada ad interessare un argomento che comunque ci appassiona.

Per questo ho deciso di creare una nuova categoria su Sbrana.com: in eventi e corsi segnalerò quelle iniziative che reputerò degne di nota e di particolare interesse.

Metto le mani avanti; naturalmente il reputare un’iniziativa più o meno interessante è:

  • molto personale (magari quello che è interessante per me non lo è per te che stai leggendo… ma a questo punto mi sorgono dei dubbi sulle motivazioni che ti spingono a leggere le mie insulse parole),
  • potenzialmente fuorviante (un’iniziativa, un evento o un corso potrebbero esere interessanti sulla carta, ma alla fine dimostrarsi una bojata assurda, ma questo lo scopriremo solo vivendo).

Quindi che dire: spero di riuscire a segnalarvi qualcosa di almeno minimamente interessante. :D

Cavolo, se avessi deciso di creare prima questa categoria avrei già potuto infilarci qualcosa in passato, chessò il raduno aicel o il convegno gt seo/sem e chissà quanto altro… vabbè, vedrò di rimediare già dai prossimi giorni! :)

Via le antenne, via la coda, via la testa… via l’aragosta!

Sì, ho deciso di togliere gli annunci di

…Non che si integrasse male eh, anzi: smanettando un pochino sulle impostazioni ero riuscito ad ottenere un layout perfettamente integrato a quello del sito, ma inizio ad avere delle difficoltà a gestire gli introiti a diversi zeri che mi arrivano da Google (sì, peccato che uno zero sia l’unica cifra che compare prima della virgola).

Da oggi gli annunci verranno sostituiti da quello che solitamente viene definito un blogroll: sì insomma, una raccolta di link ad altri blog, alcuni dei quali in un modo o nell’altro mi supportano, mi danno suggerimenti, aiuti e anche amicizia… o magari mi fanno sorridere anche quando non ne avrei voglia.

Non ci saranno tutti i blog che leggo, ma solo e semplicemente quelli che leggo con piacere, gratitudine e dei quali ho avuto la fortuna di conoscere personalmente gli autori (anche se magari si tratta di una conoscenza virtuale fatta su uno dei vari forum che frequento, per lavoro o per diletto), smanettoni o professionisti che siano!

Ecco, è anche un modo per dire loro grazie!

…Per gestire la cosa ho deciso di affidarmi a Blogrolling, che con un javascript mi permette di aggiornare il blogroll in un attimo, veramente molto comodo.

PS: il primo che inserisce un commento rispondendo correttamente alla domanda “Ma a cosa @#§§* mi sono ispirato per il titolo di questo post?!” vince un post-recensione dedicato al proprio sito (o comunque ad un sito da lui/lei indicato, se non sconcio!)

…Ah, naturalmente i commenti non li pubblico subito, altrimenti non c’è gusto!

Pensieri alla casa

Quindi siamo ben lontani dal casale in Toscanamu; il rustico sullo stile “Mulino Bianco” che popola i sogni di ogni bambino, ma che ci volete fare: gli smanettoni non è che si possono permettere una reggia! :D Come dicevo, tra poco sarà in consegna ed avrò un tetto sotto cui dormire (non che i miei mi abbiano dato lo sfratto, eh): si parla di fine marzo, ma direi che sono previsioni un po’ troppo ottimistiche visto che una settimana hanno finito di posare le piastrelle…

…Con mia meraviglia come prima cosa mi sono sentito chiedere se sono single e vado a vivere nella nuova casa da solo! Cavolo, ma un tempo non si chiedeva di quanti mq è casa, che tono si vuole dare all’ambiente, com’era orientata la stanza e altre cose del genere?! Dissipati gli iniziali dubbi sulla sessualità dell’arredatore (vada per i pacs, ma rimango piacevolmente affezionato alla vecchia parrocchia), ho imparato che per il single maschio è pressoché d’obbligo il wengé: un legno scuro africano che ricorda il rovere scuro, solitamente accostato su arredamento molto moderno e lineare.

Ora, il wengé ha tre difetti dal mio punto di vista, quindi ho deciso che non entrerà nella mia futura abitazione: 1) è ormai in via di estinzione per una discriminata politica di taglio di tale legname, 2) pare venga utilizzato come merce di scambio per l’acquisto di armi con le quali vengono combattute le molte guerre africane, 3) costa un botto, forse anche in conseguenza dei primi due punti…. ma opterò per un solidale, economico, semplice “effetto wengé” a doghe con parti in bianco (da decidere se laccato o vetro satinato più un colore caldo), sia per i mobili della cucina sia per il mobile (molto semplice e leggero) del soggiorno, per il quale ho anche un paio di idee che credo contribuiranno a renderlo particolarmente accogliente.

cucina in wengè a doghe
Insomma, la casa sarà piccola ma sto cercando di curare in maniera particolare la cucina-soggiorno, dove peraltro andranno i divani storici di casa mia: roba di un 30 anni fa di cui sono entrato nuovamente in possesso dopo un passaggio di mani (e di mobilio) che vi risparmio!… aspetterò; magari una volta finito di pagare il mutuo (battuta) mi guarderò un po’ in giro, in cerca di un’abitazione un po’ più grande, tipo un vecchio cascinale in mezzo alla campagna dove trascorrere la mia pensione (altra battuta) a ristrutturare le quattro rustiche mura dei miei sogni.

…Oh, e se poi non dovesse andare come previsto vorrà dire che qualche volta mi inviteranno Nicola ed Eleonora: in cambio di una cenetta posso dare una mano a curare il giardino o in qualche lavoretto di

Commercio Elettronico e tecnologia biometrica

mi sono imbattuto in un articolo che mi ha fatto conoscere un sito veramente interessante.

…target=”_blank”>B2Commerce e scritto da Roberto “Icelord” Fumarola, coordinatore del sito che ho avuto modi di conoscere “online” sui forum di AICEL e di GT (grazie ai quali ho conosciuto anche altri smanettoni e professionisti), dove si è sempre distinto per interventi e contributi di grande qualità ed interesse, e “offline” (sì insomma, dal vivo) in occasione del Raduno GT tenutosi lo scorso ottobre.

Andando al sodo, grazie all’articolo di Roberto ho scoperto uno motore di ricerca visuale sviluppato da Riya: Like.com.

…Secondo tali peculiarità è possibile effettuare delle ricerche particolarmente approfondite, ad esempio sarà possibile ricercare una serie di occhiali da sole con caratteristiche simili ad un determinato modello, o addirittura andare ad evidenziare un particolare che mi piace tanto in quegli occhiali e chiedere al motore di mostrarmi gli occhiali dotati di un particolare simile.

Tutto questo è stato possibile dopo tempi di sviluppo (ancora in corso) che immagino essere stati abbastanza lunghi, grazie all’impiego di tecnologia biometrica, quella che ad esempio è impiegata nei sistemi di sicurezza di molte periferiche hardware, come quelle basate sul riconoscimento delle impronte digitali, tanto per intenderci.

…Dall’impostazione del motore e dal blog di Like.com appare abbastanza evidente quanto questo possa trovare applicazioni nell’ambito del commercio elettronico, soprattutto per moda e design.

Un’applicazione in altri settori dell’e-commerce (forse automotive e gioielli) sinceramente la vedrei un po’ forzata, ma uno shopping comparison dotato di un motore del genere potrebbe rappresentare una grande novità: un comparatore che “compara” veramente i prodotti, non solo i prezzi.

A breve sarà anche possibile caricare le proprie immagini ed effettuare delle ricerche su tale base: vedi una bella borsetta in una boutique della tua città, la fotografi col tuo cellulare, carichi la foto su Like.com e cerchi prodotti simili.

Along came Dap!

E alla fine è arrivata anche Dap con il suo blog (sì, proprio quella della

...Ecco, a proposito del nofollow nei commenti e del trackback ping nei blog vorrei spendere un paio di parole (ora che ho finito di scrivere e sto rileggendo il tutto mi sto rendendo conto che sono stato un po’ prolisso, altro che “un paio di parole”…

…Magri nel caso di Dap è stata una scelta dettata da una precisa linea editoriale che allo stato attuale non conosco, ma per come la vedo io i commenti e i trackback (senza nofollow) non possono che giovare ad un blog, se ben gestiti.

Intanto un minimo di base sul nofollow: un attributo rel con valore nofollow indica ai motori di ricerca che lo interpretano (Google in primis) di “ignorare” quel link.

…Quanto sia ad oggi e soprattutto in futuro il valore effettivo di un nofollow, sinceramente non lo so: voglio dire, che interesse ha un motore di ricerca di impiegare risorse per indicizzare e posizionare bene un documento che non porta ad approfondimenti o espansioni dell’argomento trattato in origine?

…Di solito un link inserito in un commento porta ad un documento (pagina web) che costituisce una risorsa a tema con il post, approfondendone quindi il contenuto o magari analizzandolo da un diverso punto di vista.

…Di solito le piattaforme blogging permettono infatti di inserire una propria url (di solito il proprio sito) in concomitanza del commento che si va a lasciare; una volta pubblicato tale commento la firma del commentante sarà linkata al sito da lui indicato.

…Il trackback non è altro che un sistema di notifica tra risorse: la risorsa Alessio invia un trackback alla risorsa Dap, al fine di comunicare alla risorsa Dap, nonché ai suoi utenti e ai motori di ricerca, che su Alessio è possibile trovare un approfondimento dell’argomento trattato su Dap.

…:) semplice schema atto ed esemplificare la contestualizzazione di un sito internet
Quindi, quali sono le controindicazioni del caso che possono indurre un blogger ad adottare il no follow?… Al secondo posto ci metterei un pizzico di ignoranza seo (ignoranza della quale il sottoscritto è assolutamente permeato): l’inserimento di uno o più link in un documento sul web non diminuisce il PR di quel documento; il PR non è un liquido che il mio recipiente (documento) perde nel momento in cui ci applico un foro (link)!

Buoni propositi per il 2007

Primo post del 2007, quale modo migliore per iniziare il nuovo anno se non con una lista dei buoni propositi per il 2007?
In realtà mi vengono in mente almeno un paio di altri modi miglior per iniziare l’anno, comunque ecco che cosa mi sarei prefissato: continua a leggere →