Il Gioco del Ponte 2007

Dopo la Luminaria di San Ranieri, domenica 24 giugno andrà in scena l’ultimo evento del Giugno Pisano: il Gioco del Ponte è uno degli appuntamenti più attesi e sentiti dai pisani: in città la competizione tra le fazioni partecipanti è infatti molto forte in questi giorni, un po’ quello che accade a Firenze in occasione del Calcio in Costume o a Siena per il Palio.
A differenza di quanto ho scritto in merito alla Luminaria, dove ho suggerito ai pisani di prendere in considerazione di evitare la bolgia dei Lungarni per lo spettacolo pirotecnico (e per questo sono anche stato criticato), questa volta non posso esimermi dal caldeggiare la partecipazione a tutti, anche in considerazione del fato che “il Gioco”, come viene amichevolmente chiamato da noi pisani, riesce a regalare ogni volta è un’emozione diversa!
Anche i turisti che in quei giorni si troveranno a Pisa avranno la fortuna di assistere ad un evento molto suggestivo al quale sarebbe un peccato non assistere.

gioco del ponte a pisa

Sì ok, ma cosa è il Gioco del Ponte?
Si tratta di una manifestazione storica che si tiene l’ultima domenica di giugno a Pisa, esattamente sul Ponte di Mezzo (che, per la gioia dei fiorentini, prima si chiamava Ponte Vecchio), mezzeria ideale della città.
Questo evento, pur essendo organizzato nei due distinti momenti della parata e del combattimento, ha il suo momento clou nel combattimento sul ponte, ove le due fazioni di Tramontana (la parte della città a destra dell’Arno) e Mezzogiorno (il lato di Pisa alla sinistra del fiume) schierano i loro quartieri per dare luogo ad una avvincente prova di forza.

Ora… come ve lo spiego in che cosa consiste questa “prova di forza”? Già non mi reputo così bravo a farmi capire a cose normali, su una pagina web poi…

Diciamo che è una sorta di “tiro alla fune”… al contrario: anziché tirare gli avversari dalla propria parte, si devono spingere per mezzo di un carrello su rotaie: la squadra che riesce a ricacciare l’avversario sul proprio versante dell’Arno, vince… quindi il concetto è abbastanza semplice e prevale la parte che si aggiudica più scontri diretti tra le Magistrature che compongono le due parti.

Lo sforzo fisico dei venti componenti di ogni Magistratura, ovviamente tutti molto ben piazzati, è impressionante e ha purtroppo avuto anche dei risvolti drammatici negli anni passati: non è uno scherzo da poco spingere con tutte le proprie forze il pesante carrello al cui spostamento si oppone un ammasso di nerboruti, per uno scontro che può durare anche più di 20 minuti (vado a memoria, non ho sotto mano i tempi dei vari scontri che si sono tenuti nel corso degli anni).

Cosa c’è in palio? Beh, chiaramente non c’è in palio il controllo sulla città come accadeva in passato.
Sì vince “solo” onore, scherno della parte avversa e… i Lungarni al buio: gli sconfitti avranno il proprio lato dei Lungarni coi lampioni spenti per tutta la notte a cavallo tra domenica e lunedì!
O meglio… prima era così, ora non so se sono cambiate le cose, ma spero di no perchè era un qualcosa di fortemente carico di significato.

Ma non è sempre stato così.
Addirittura non si chiamava “Gioco del Ponte”. E neanche si svolgeva in Ponte di Mezzo, a voler essere pignoli.

Le origini del “Gioco del Ponte” pare siano infatti da ritrovarsi nel “Gioco del Mazzascudo”: una battaglia simulata che dall’XI al XIII secolo si teneva in Piazza dei Cavalieri (non per essere campanilisti ad ogni costo eh, ma quella piazza è bellissima!), anche se per alcuni studiosi della storia di Pisa questa cosa è un po’ tirata per i capelli.

Il primo scontro sul Ponte risale al 1568, e lo scopo della tenzone era appunto il controllo della metà di Pisa occupata dalla fazione avversaria.
Naturalmente non mancavano ossa rotte e voli in Arno.
I combattenti si fronteggiavano infatti in una vera e propria lotta condotta a colpi di targone, un pesante scudo di legno utilizzato sia come arma di “spinta”, sia come una vera e propria clava: gli scontri erano particolarmente cruenti, vivacizzati anche dal desiderio di indipendenza dalla medicea Firenze, al punto che nel 1785 Pietro Leopoldo, intravedendovi forse il rischio che si fomentasse una ribellione, arrivò a vietare questo scontro che di fatto permetteva ai pisani un costante allenamento alla battaglia.

Negli anni a seguire, dopo un’interruzione durata oltre 100 anni, il Gioco del Ponte ha visto l’alternarsi di diverse modalità si scontro, fino ad arrivare nel dopoguerra alla soluzione assai meno cruenta del “carrello” che si mantiene tutt’oggi, anche se la foga dello scontro riecheggia dal passato di una Pisa guascona: forse è proprio in quest’ultima definizione che si deve ritrovare la motivazione di una così forte partecipazione cittadina ad un evento che è cambiato tanto nelle modalità e nei regolamenti nel corso dei secoli.

C’è da dire che comunque anche la parata in costume sui Lungarni è veramente bella, e la foga nell’acclamare degli spettatori al passaggio dei rappresentanti delle Magistrature che di lì a poco si fronteggeranno sul Ponte di Mezzo (San Francesco, Santa Maria, Mattaccini, San Michele, Calci e Satiri per Tramontana; Dragoni, Leoni, Sant’Antonio, San Marco, San Martino e Delfini per Mezzogiorno) può lasciare un po’ allibito chi si trova ad assistervi per la prima volta.
Bellissima la sfida che viene lanciata dal rappresentante della fazione sconfitta nei confronti della vincente dell’anno precedente: immaginatevi un ambasciatore che sul suo cavallo attraversa il Ponte di Mezzo in un silenzio quasi irreale, si reca presso il quartier generale degli avversari e qui declama la sfida… a questo punto la folla esplode!
Bello, no? :-)

Che dire… FORZA TRAMONTANAAA!!! :-D

Un unico suggerimento per chi assisterà alla manifestazione: non vi muovete in auto!
Per chi ne ha la possibilità meglio utilizzare la bicicletta o lo scooter: il rischio di non trovare neanche un buco dove parcheggiare o peggio di rimanere ingorgati, è altissimo!

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