Post del mese di giugno 2007 ↓
06 giu 2007 | il poco che so di e-commerce
Chi lavora nel settore e-commerce, soprattutto i rivenditori, avranno sicuramente appreso la notizia della recente apertura da parte di eBay di un portale informativo: http://www.compraconbuonsenso.it, come comprare su internet in sicurezza… ho messo la url (nonché uno dei pochi “nofollow” di questo blog) perchè già il nome mi sembra un’idiozia.
Ma il problema non sta certo nel nome. Il problema sta nel pulpito dal quale viene la predica: da eBay! eBay che vuole insegnare la sicurezza sugli acquisti on-line, eBay che getta discredito a chi fa veramente e-commerce, eBay che impone i suoi sistemi di pagamento illudendo l’utente che siano sicuri (sì, come no…), eBay che non vende niente se non visibilità (non è poco sul web ok, ma non è e-commerce, e tantomeno è economico!), eBay che ospita centinaia di truffatori ed evasori fiscali (palesissimi), eBay che è la fiera della contraffazione autorizzata, eBay che gioca a nascondino con le leggi italiane… Ma vergognatevi và, almeno un po’ di buonsenso: pure il link al sito della Polizia Postale bello piazzato in home! 
Merchant svegliatevi: questi vi fottono.
04 giu 2007 | sbrana.com
Visto che ogni tanto qui a Pisa vengono promosse delle iniziative interessanti (manifestazioni, concerti, mostre, corsi, etc.), Giacché mio padre è un pisano sfegatato che avrebbe modo di raccontare un sacco di cose su Pisa e sui suoi “personaggi” pur non avendo un buon rapporto con la tecnologia, In considerazione del fatto che ho una sorella poco più che ventenne che segue molto i vari eventi culturali e musicali che si tengono a Pisa, Dato che qualcosa qui a Pisa va bene, ma che tante cose dovrebbero andare decisamente meglio… E siccome va detto che Pisa mi garba (sì, anche se ci sono i pisani!
), ho deciso di inaugurare una nuova categoria: “cosa c’è a Pisa”.
04 giu 2007 | eventi e corsi
Dietro gentile invito dell’amico Alessandro, conosciuto circa un anno fa in occasione della visita di una simpatica rappresentativa dell’associazione TAI-ONLUS alla la sede di Dedalo Solutions qui a Pisa, riporto di seguito l’invito ad un interessante appuntamento.
…Sabato 9 Giugno 2007 alle ore 15.30 presso il C.A.M (Centro di Aggregazione Multifunzionale del Comune di Milano) di via Lampugnano 145 (Milano), si terrà la proiezione del film “Thalidomide: i genitori” del regista tedesco Andres Fischer a 45 anni dal ritiro del farmaco Talidomide che ha causato la nascita di migliaia di bambini con gravissime Malformazioni.
…L’iniziativa cerca di creare una risposta alla carenza cultuale ed informativa del problema dei thalidomidici, che pur essendo conosciuti in tutto il mondo sono stati completamente esonerati dall’attenzione pubblica italiana.
Il fenomeno, cominciato nel 1956 in seguito all’immissione nel mercato di alcuni farmaci contenenti Talidomide, vide la nascita di circa 20.000 bambini nati malformati a causa dell’assunzione dl suddetto farmaco in gravidanza da parte delle loro madri.
…Nel 1962 furono vietate le vendite in Italia dei prodotti farmaceutici contenenti Thalidomide, con notevole ritardo rispetto ad altri Paesi europei…. Trattandosi di un farmaco con una storia così socialmente nefasta, urge un efficace informazione ai cittadini italiani, a partire dalle storie dei genitori, in un’Europa già elevata culturalmente anche con una coscienza medico-sanitaria e sociale troppo in anticipo rispetto a quella italiana.
…L’iniziativa è volta alla descrizione di quanto accaduto a cavallo degli anni ‘60 e purtroppo mai preso in considerazione in Italia come grave problema per queste persone con disabilità. Fischer parte dai genitori nell’illustrare lo sbigottimento, la disperazione, le perplessità, le aspettative e le rivelazioni che sorgono alla nascita di un figlio thalidomidico.
Oggi, dopo la legge n.27 del 3 febbraio 2006, finalmente anche l’Italia riconosce questa patologia e la inserisce tra le patologie croniche invalidanti, ma senza avere ancora un sostegno economico e nemmeno un risarcimento danni! 
03 giu 2007 | il poco che so di e-commerce
Mi mostra la url del negozio presso il quale ha intenzione di portare a termine il suo acquisto, poi:
LEI: “che dici confermo?”
…In altre parole: se è la prima volta che fate i vostri acquisti su internet sul sito da voi scelto (che evidentemente ha il prodotto che cercate) e non avete feedback da parte di amici, parenti, forum o blog vari in merito a questo e-shop…
…Credo che fondamentalmente manchi la fiducia nel sistema di trasmissione dei dati: una forma di disinformazione (volevo scrivere “ignoranza”, ma poi magari qualcuno se la sarebbe presa), anche grazie ai media che su questo argomento ci vanno a nozze.
…Una volta che l’utente ha individuato il prodotto di suo interesse disponibile presso un e-shop, questi procede con quello che viene definito check out, ovvero la fase conclusiva di ogni acquisto su internet: si mette il prodotto nel carrello, si inseriscono i dati per la spedizione (possibilmente senza alcuna richiesta di registrazione obbligatoria), si sceglie la modalità di pagamento, conferma del tutto, fine.
Nel caso in cui l’utente decida di pagare con carta di credito, c’è un passaggio ulteriore con il quale l’utente viene reindirizzato su una “pagina sicura” di proprietà della banca che offre il gateway di pagamento all’esercente, qui l’utente inserisce i dati della propria carta di credito che vengono quindi comunicati alla banca, non all’esercente al qule viene solo comunicato l’esito della transazione. Dopo tale operazione il cliente viene nuovamente indirizzato sul sito del negozio dove, se l’operazione ha avuto esito positivo, gli verrà confermato l’acquisto, possibilmente accompagnato da un breve riepilogo (prodotto acquistato importo, indirizzo di spedizione, contatti dell’esercente, etc.).
…Sarebbe stato più corretto da parte mia chiamarla “pagina certificata”, visto che alla fine di questo si tratta, né più né meno: una pagina certificata SSL (Secure Sockets Layer) è una pagina web sulla quale viene applicato un algoritmo di cifratura che permette uno scambio criptato dei dati su internet…. In realtà ci potrebbe essere anche il caso di una “pagina sicura” ospitata direttamente sul sito del rivenditore che decide così di sobborcarsi la grana (non da poco) di gestire i dati, ma sono casi abbastanza isolati: solitamente si preferisce che sia un istituto bancario a prendersi l’onere della gestione dei pagamenti con carta di credito.
Inoltre in caso di contestazioni da parte del titolare della carta di credito vi sono delle clausole che garantiscono lo storno dell’importo incassato dal merchant: sarà sufficiente disconoscere o contestare l’acquisto (es. un prodotto che non avete mai ricevuto, non nel caso in cui il cellulare appena acquistato vi sembrava un po’ più fico!)
…Dunque il sistema e-commerce garantisce quasi al 100% l’acquisto fatto con carta di credito (non ricarcabile, non fatevi infinocchiare dalle banche!): la nota dolente in tutto questo è solo per il rivenditore, il quale rischia molto frequentemente la truffa.