Passare da Rapidweaver a Wordpress, con avvitamento di RSS e htaccess carpiato

passare da rapidweaver a wordpressCome qualcuno già sa, ho recentemente cambiato piattaforma per questo blog: sono passato da Rapidweaver a Wordpress.

Lasciando perdere i motivi di questo passaggio, già anticipati in un mio recente commento, mi soffermerei piuttosto su qualcosa di più uitle, ovvero come passare da Rapidweaver a Wordpress, due piattaforme blog estrememente diverse.
Questo post ha dunque l’obiettivo di fornire un paio di indicazioni a chi vuol passare da Rapidweaver a Wordpress e, essendo per forza di cose un po’ lungo, ne sconsiglio la lettura a chi non usa Rapidweaver e a chi lo usa ma non ha intenzione di passare a Wordpress.

Allo stato delle cose, il sistema in sé abbastanza semplice.

E’ infatti sufficiente utilizzare il file RSS che genera Rapidweaver e procedere ad importare il tutto su Wordpress.
Vi basterà infatti accedere al menu Manage del vostro pannello Wordpress 2.6 e selezionare la voce Import.
Qui troverete varie opzioni di importazione, ma per importare da Rapidweaver a Wordpress dovete selezionare la voce “RSS Import posts from an RSS feed“.

importare i post su wordpress via rss
Lasciate lavorare Wordpress.
Una volta completata l’importazione, se è andato tutto bene vi ritroverete con tutti i vecchi post importati e le vecchie categorie generate.
Ci sono però  da tenere presenti giusto un paio di cose: l’RSS che genera Rapidweaver è all’altezza del software stesso, quindi non è certo il massimo. :-)
Vi capiterà quindi di dover rimettere mano ad ogni singolo post: se siete degli inguaribili pignoli come il sottoscritto dovrete infatti sistemarne la formattazione (come sto facendo io) e rivedere i vari link, non si sa mai.

Altra cosa da valutare, è che i post con categorizzazione doppia, come ad esempio nel caso del post Un paio di eventi a Pisa nella prima settimana di Giugno, inserito in cosa c’è a pisa e in eventi e corsi, non vengono gestiti in modo corretto da questa importazione, di conseguenza dovrete assegnare la seconda categoria in modo manuale, post per post.
Poco male, soprattutto se non avete un numero particolarmente alto di post.

Adesso che avete importato tutti i post fatti su Rapidweaver sul vostro nuovo blog in Wordpress… beh, siete appena all’inizio, se avete intenzione di fare le cose per bene.
In base a come venivano costruite le url sul vecchio blog, è molto probabile che adesso su Wordpress i post appena importati abbiano delle url completamente diverse, tantopiù che ora potete impostare il vostro blog in modo da creare dei permalink organizzati in cartelle in base a vari criteri.
Ad esempio potete generare delle url che riportano anno e mese di pubblicazione (come ho deciso di fare io), in modo da offrire all’utente una chiara informazione sulla data di pubblicazione del post ancor prima di visitare il vostro blog.
Questo aspetto è particolarmente importante per determinate categorie merceologiche.

Per intervenire vi basterà accedere al menu Settings posto in alto a destra sul vostro pannello Wordpress e selezionare la voce Permalink.
Da qui potete scegliere se lasciare tutto di default (sconsigliato), optare per una struttura di url per data, numerica o completamente custom.

permalink Passare da Rapidweaver a Wordpress, con avvitamento di RSS e htaccess carpiato

Qualsiasi scelta farete, al 99% vi ritroverete con delle nuove url diverse dalle vecchie url.
E questo è male (quasi quanto incrociare i flussi canalizzatori :D ).
Infatti, se non correrete ai ripari, gli utenti che cercheranno di accedere al vostro sito tramite bookmark, da un link da una risorsa esterna (ad esempio un vecchio trackback su un altro blog) o dai motori di ricerca, si ritroverano di fronte ad un poco incoraggiante errore 404: la risorsa non è più disponibile dove viene cercata, forse è stata spostata.

Dunque non si tratta “solo” di un disservizio per i vostri utenti, ma anche per i motori di ricerca: lasciando così le cose, con tutta probabilità potrete constatare un decremento del ranking dei vostri post sui motori di ricerca.
Tra l’altro, a chi fosse interessato, consiglio di dare una lettura ai suggerimenti per gestire al meglio gli errori 404, recentemente messi a disposizione sul blog che Google dedica al proprio pannello Webmaster.

Già, la risorsa è stata spostata… ma dove? E come faccio a comunicarlo?
Con i redirect 301, ossia dei redirect permanenti: la risorsa che stai cercando non la trovi più qui, è stata spostata definitivamente a quest’altro indirizzo.
Questi redirect potrete impostarli con un redirect dei poveri o magari con un .htaccess ben fatto, grazie al quale potrete utilizzare specifiche direttive Apache per directory e file, gestire gli errori, le regole di riscrittura delle url, configurare php e un sacco di altre cose: tanto utile quanto delicato da maneggiare: se non vi sentite sicuri e i post non sono molti, potete optare per il meta redirect dei poveri (un meta refresh a tempo 0 implementato su una pagina priva di contenuti di altro tipo).

Per implementare l’htaccess vi potrà tornare d’aiuto un tool per generare l’htaccess, comunque sia vi ritroverete con delle regole di tipo:

RewriteEngine On
RewriteBase /
RewriteRule ^files/rebus-pisano.html /2008/03/rebus-pisano/ [L,R=301]

In modo specifico, quello che vedete è un url rewrite sulla root del dominio con un redirect permanente 301, grazie al quale si comunica al client (utente, bot, etc.) che il contenuto disponibile sul documento “repus.pisano.html” conservato nella cartella “files” è ora disponibile alla url “http://www.sbrana.com/2008/03/rebus-pisano/”.

E detto così può anche sembrare semplice… un po’ più articolato è farlo per tutti i post, i tag, le categorie… insomma, per tutte le url del veccio sito/blog che adesso sono cambiate e che potrebberò fornire un’utie fonte di accessi.
Se proprio non avete voglia di farlo per tutte le sezioni del sito, potete valutare per un più pratico (e probabilmente meno efficace) redirect generalizzato verso la home, limitando i redirect specifici solo per quei post del blog che vi generano un certo volume di traffico.

Una volta completato il lavoro e pubblicato il file htaccess, se avete fatto le cose per bene, accedendo alle vecchie url verrete veicolati al nuovo indirizzo e, ipoteticamente, non si verificheranno sostanziali cambiamenti nel posizionamento di quello specifico docuemento.

Pur trattandosi di regole abbastanza generiche per il passaggio da una piattaforma A ad una piattaforma B, rimango a disposizione per dare una mano a chi avesse bisogno di un aiuto per passare da Rapidweaver a Wordpress.

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