Acquisti on line: carte di credito o contrassegno?
03 giugno 2007 | ore 15:51 | in
il poco che so di
e-commerce
Venerdì scorso un'amica, sapendo che
mastico qualcosina di commercio elettronico, mi chiede un parere
sull'acquisto su internet di alcuni libri.
Mi mostra la url del negozio presso il quale ha intenzione di portare a termine il suo acquisto, poi:

LEI: "che dici confermo?"
IO: "non li conosco"
LEI: "tanto pago in contrassegno"
IO: "quindi?
"
LEI: "se non mi arrivano, pace"
IO: "se ti ci mettono un mattone?"
LEI: "
"
In altre parole: se è la prima volta che fate i vostri acquisti su internet sul sito da voi scelto (che evidentemente ha il prodotto che cercate) e non avete feedback da parte di amici, parenti, forum o blog vari in merito a questo e-shop... beh, meglio non avere la convinzione che il contrassegno vi metterà al riparo da eventuali truffe: dentro al pacco potrebbe esserci qualsiasi cosa... ma se anche ci trovate un mattone avete già pagato il corriere, che di certo non vi restituirà i soldi.
Molto meglio optare per un acquisto con carta di credito.
Ovviamente, non da inviare per e-mail, per fax o da dettare al telefono, e non una ricarica su PostePay: una sciagurata abitudine introdotta da eBay, quasi quanto quella delle carte di credito ricaricabili tanto pubblicizzate dalle banche.
La transazione dovrà avvenire su una "pagina sicura" (dopo vediamo di capire di che cosa si tratta).
E' vero che gli italiani sono poco propensi all'utilizzo della carta di credito (fosse per noi pagheremmo pure la ricarica telefonica da 10 € in 237 rate direttamente a casa nostra con un comodo bollettino postale... misteri del credito al consumo!), ma i vantaggi che offre tale modalità di pagamento sono a mio avviso da non ignorare.
Fondamentalmente è un sistema di pagamento comodo: niente fila all'ufficio postale o in banca, nessuna preoccupazione di dover avere sempre quell'importo in tasca al momento della consegna.
Dunque da che cosa deriva la diffidenza all'uso delle carte di credito su internet?
Credo che fondamentalmente manchi la fiducia nel sistema di trasmissione dei dati: una forma di disinformazione (volevo scrivere "ignoranza", ma poi magari qualcuno se la sarebbe presa), anche grazie ai media che su questo argomento ci vanno a nozze.
Sì disinformazione, visto che acquistare on line con carta di credito è anche sicuro, e certo non è meno sicuro dell'utilizzo della carta di credito nei normali negozi "fisici".
E poi non è così difficile verificare che l'ordine che ci apprestiamo ad inoltrare venga fatto e trattato con i requisiti di sicurezza del caso.
Una volta che l'utente ha individuato il prodotto di suo interesse disponibile presso un e-shop, questi procede con quello che viene definito check out, ovvero la fase conclusiva di ogni acquisto su internet: si mette il prodotto nel carrello, si inseriscono i dati per la spedizione (possibilmente senza alcuna richiesta di registrazione obbligatoria), si sceglie la modalità di pagamento, conferma del tutto, fine.
Nel caso in cui l'utente decida di pagare con carta di credito, c'è un passaggio ulteriore con il quale l'utente viene reindirizzato su una "pagina sicura" di proprietà della banca che offre il gateway di pagamento all'esercente, qui l'utente inserisce i dati della propria carta di credito che vengono quindi comunicati alla banca, non all'esercente al qule viene solo comunicato l'esito della transazione.
Dopo tale operazione il cliente viene nuovamente indirizzato sul sito del negozio dove, se l'operazione ha avuto esito positivo, gli verrà confermato l'acquisto, possibilmente accompagnato da un breve riepilogo (prodotto acquistato importo, indirizzo di spedizione, contatti dell'esercente, etc.).
Vediamo che cosa è in soldoni questa "pagina sicura".
Sarebbe stato più corretto da parte mia chiamarla "pagina certificata", visto che alla fine di questo si tratta, né più né meno: una pagina certificata SSL (Secure Sockets Layer) è una pagina web sulla quale viene applicato un algoritmo di cifratura che permette uno scambio criptato dei dati su internet.
Le pagine web realizzate con questa tecnologia sono facilmente riconoscibili già dall'indirizzo che vedrete sul vostro browser internet: inizierà infatti con "https:" e non con il solito "http:".
Lo stesso browser vi darà un aiuto grafico nell'individuazione di tali pagine: vi mostrerà infatti un'icona raffigurante un lucchetto, indicante appunto la particolare sicurezza con la quale sta avvenendo la comunicazione di quelle informazioni.
Un'ulteriore garanzia all'utente viene fornita dagli stessi istituti che forniscono il gateway, in quanto questi solitamente effettuano delle verifiche preventive sul rivenditore.
In realtà ci potrebbe essere anche il caso di una "pagina sicura" ospitata direttamente sul sito del rivenditore che decide così di sobborcarsi la grana (non da poco) di gestire i dati, ma sono casi abbastanza isolati: solitamente si preferisce che sia un istituto bancario a prendersi l'onere della gestione dei pagamenti con carta di credito.
Inoltre in caso di contestazioni da parte del titolare della carta di credito vi sono delle clausole che garantiscono lo storno dell'importo incassato dal merchant: sarà sufficiente disconoscere o contestare l'acquisto (es. un prodotto che non avete mai ricevuto, non nel caso in cui il cellulare appena acquistato vi sembrava un po' più fico!) con una procedura relativamente semplice che vi verrà illustrata dal vostro istituto per vedervi rimborsare del valore da voi contestato; solo in alcuni casi di carte di credito con plafond particolarmente alti o illimitati è prevista una franchigia.
Dunque il sistema e-commerce garantisce quasi al 100% l'acquisto fatto con carta di credito (non ricarcabile, non fatevi infinocchiare dalle banche!): la nota dolente in tutto questo è solo per il rivenditore, il quale rischia molto frequentemente la truffa.
La mia amica alla fine mi chiede: "Ma ci sono molti casi di mattoni spediti?"
Alché la mia risposta è stata un "Mah, non direi", ben consapevole del fatto che chi rischia di più nell'e-commerce è sicuramente il rivenditore.
Mi mostra la url del negozio presso il quale ha intenzione di portare a termine il suo acquisto, poi:

LEI: "che dici confermo?"
IO: "non li conosco"
LEI: "tanto pago in contrassegno"
IO: "quindi?
LEI: "se non mi arrivano, pace"
IO: "se ti ci mettono un mattone?"
LEI: "
In altre parole: se è la prima volta che fate i vostri acquisti su internet sul sito da voi scelto (che evidentemente ha il prodotto che cercate) e non avete feedback da parte di amici, parenti, forum o blog vari in merito a questo e-shop... beh, meglio non avere la convinzione che il contrassegno vi metterà al riparo da eventuali truffe: dentro al pacco potrebbe esserci qualsiasi cosa... ma se anche ci trovate un mattone avete già pagato il corriere, che di certo non vi restituirà i soldi.
Molto meglio optare per un acquisto con carta di credito.
Ovviamente, non da inviare per e-mail, per fax o da dettare al telefono, e non una ricarica su PostePay: una sciagurata abitudine introdotta da eBay, quasi quanto quella delle carte di credito ricaricabili tanto pubblicizzate dalle banche.
La transazione dovrà avvenire su una "pagina sicura" (dopo vediamo di capire di che cosa si tratta).
E' vero che gli italiani sono poco propensi all'utilizzo della carta di credito (fosse per noi pagheremmo pure la ricarica telefonica da 10 € in 237 rate direttamente a casa nostra con un comodo bollettino postale... misteri del credito al consumo!), ma i vantaggi che offre tale modalità di pagamento sono a mio avviso da non ignorare.
Fondamentalmente è un sistema di pagamento comodo: niente fila all'ufficio postale o in banca, nessuna preoccupazione di dover avere sempre quell'importo in tasca al momento della consegna.
Dunque da che cosa deriva la diffidenza all'uso delle carte di credito su internet?
Credo che fondamentalmente manchi la fiducia nel sistema di trasmissione dei dati: una forma di disinformazione (volevo scrivere "ignoranza", ma poi magari qualcuno se la sarebbe presa), anche grazie ai media che su questo argomento ci vanno a nozze.
Sì disinformazione, visto che acquistare on line con carta di credito è anche sicuro, e certo non è meno sicuro dell'utilizzo della carta di credito nei normali negozi "fisici".
E poi non è così difficile verificare che l'ordine che ci apprestiamo ad inoltrare venga fatto e trattato con i requisiti di sicurezza del caso.
Una volta che l'utente ha individuato il prodotto di suo interesse disponibile presso un e-shop, questi procede con quello che viene definito check out, ovvero la fase conclusiva di ogni acquisto su internet: si mette il prodotto nel carrello, si inseriscono i dati per la spedizione (possibilmente senza alcuna richiesta di registrazione obbligatoria), si sceglie la modalità di pagamento, conferma del tutto, fine.
Nel caso in cui l'utente decida di pagare con carta di credito, c'è un passaggio ulteriore con il quale l'utente viene reindirizzato su una "pagina sicura" di proprietà della banca che offre il gateway di pagamento all'esercente, qui l'utente inserisce i dati della propria carta di credito che vengono quindi comunicati alla banca, non all'esercente al qule viene solo comunicato l'esito della transazione.
Dopo tale operazione il cliente viene nuovamente indirizzato sul sito del negozio dove, se l'operazione ha avuto esito positivo, gli verrà confermato l'acquisto, possibilmente accompagnato da un breve riepilogo (prodotto acquistato importo, indirizzo di spedizione, contatti dell'esercente, etc.).
Vediamo che cosa è in soldoni questa "pagina sicura".
Sarebbe stato più corretto da parte mia chiamarla "pagina certificata", visto che alla fine di questo si tratta, né più né meno: una pagina certificata SSL (Secure Sockets Layer) è una pagina web sulla quale viene applicato un algoritmo di cifratura che permette uno scambio criptato dei dati su internet.
Le pagine web realizzate con questa tecnologia sono facilmente riconoscibili già dall'indirizzo che vedrete sul vostro browser internet: inizierà infatti con "https:" e non con il solito "http:".
Lo stesso browser vi darà un aiuto grafico nell'individuazione di tali pagine: vi mostrerà infatti un'icona raffigurante un lucchetto, indicante appunto la particolare sicurezza con la quale sta avvenendo la comunicazione di quelle informazioni.
Un'ulteriore garanzia all'utente viene fornita dagli stessi istituti che forniscono il gateway, in quanto questi solitamente effettuano delle verifiche preventive sul rivenditore.
In realtà ci potrebbe essere anche il caso di una "pagina sicura" ospitata direttamente sul sito del rivenditore che decide così di sobborcarsi la grana (non da poco) di gestire i dati, ma sono casi abbastanza isolati: solitamente si preferisce che sia un istituto bancario a prendersi l'onere della gestione dei pagamenti con carta di credito.
Inoltre in caso di contestazioni da parte del titolare della carta di credito vi sono delle clausole che garantiscono lo storno dell'importo incassato dal merchant: sarà sufficiente disconoscere o contestare l'acquisto (es. un prodotto che non avete mai ricevuto, non nel caso in cui il cellulare appena acquistato vi sembrava un po' più fico!) con una procedura relativamente semplice che vi verrà illustrata dal vostro istituto per vedervi rimborsare del valore da voi contestato; solo in alcuni casi di carte di credito con plafond particolarmente alti o illimitati è prevista una franchigia.
Dunque il sistema e-commerce garantisce quasi al 100% l'acquisto fatto con carta di credito (non ricarcabile, non fatevi infinocchiare dalle banche!): la nota dolente in tutto questo è solo per il rivenditore, il quale rischia molto frequentemente la truffa.
La mia amica alla fine mi chiede: "Ma ci sono molti casi di mattoni spediti?"
Alché la mia risposta è stata un "Mah, non direi", ben consapevole del fatto che chi rischia di più nell'e-commerce è sicuramente il rivenditore.




