Deliverability: poche semplici indicazioni per l'e-mail marketing
14 gennaio 2008 | ore 10:12 | in
il poco che so di
web marketing
Chissà quanti si cimentano
nell'invio di newsletter fatte in casa, ficcando
centinaia se non migliaia di indirizzi e-mail in CCN (copia carbone
nascosta, o BCC per gli esterofili) nel vostro client di posta
elettronica.
Se così gestito, l'invio di newsletter non può essere considerato una leva strategica di marketing: ci si limita ad inviare (male) e basta, o al massimo si verifica un incremento degli accessi al sito nei giorni successivi all'invio della newsletter per essere felici.
Ok, questo non è un metodo professionale per l'invio delle vostre newsletter e non possiamo certo parlare di "dati misurabili" sui quali basarsi per valutare le performance di una newsletter.
Poi un giorno magari affronterò le problematiche relative ad una questione della quale si discute spesso su internet, ovvero su quali siano i giorni migliori per l'invio di una newsletter.
Oggi però vorrei soffermarmi solo sulla deliverability, questa sconosciuta!
La deliverability, in parole povere, è la capacità di far arrivare la propria missiva nell’inbox dell’utente.
E non è così facile come sembra: come tutti probabilmente sanno, esistono dei filtri anti-spam, particolarmente efficaci sull'invio delle newsletter, mailing list e dem.
Filtri che si sono ulteriormente irrigiditi negli ultimi tempi, con il proliferare di phishing e spam di vario genere ed entità (alcuni veramente geniali!).
Se l'invio viene fatto con sistemi non professionali e senza adottare pochi importanti accorgimenti, la mancata consegna è pressoché garantita. Oltretutto si rischia di finire nel ginepraio delle black list.
Ecco alcuni suggerimenti forniti da Nazzareno Gorni, Business Development di NWeb, su come incrementare la deliverability delle proprie newsletter.
Quindi, riassumendo, oltre all'importanza di utilizzare un sistema professionale per l'invio delle dem, newsletter e mailing list, è opportuno seguire queste tre semplici regole:
Se così gestito, l'invio di newsletter non può essere considerato una leva strategica di marketing: ci si limita ad inviare (male) e basta, o al massimo si verifica un incremento degli accessi al sito nei giorni successivi all'invio della newsletter per essere felici.
Ok, questo non è un metodo professionale per l'invio delle vostre newsletter e non possiamo certo parlare di "dati misurabili" sui quali basarsi per valutare le performance di una newsletter.
Poi un giorno magari affronterò le problematiche relative ad una questione della quale si discute spesso su internet, ovvero su quali siano i giorni migliori per l'invio di una newsletter.
Oggi però vorrei soffermarmi solo sulla deliverability, questa sconosciuta!
La deliverability, in parole povere, è la capacità di far arrivare la propria missiva nell’inbox dell’utente.
E non è così facile come sembra: come tutti probabilmente sanno, esistono dei filtri anti-spam, particolarmente efficaci sull'invio delle newsletter, mailing list e dem.
Filtri che si sono ulteriormente irrigiditi negli ultimi tempi, con il proliferare di phishing e spam di vario genere ed entità (alcuni veramente geniali!).
Se l'invio viene fatto con sistemi non professionali e senza adottare pochi importanti accorgimenti, la mancata consegna è pressoché garantita. Oltretutto si rischia di finire nel ginepraio delle black list.
Ecco alcuni suggerimenti forniti da Nazzareno Gorni, Business Development di NWeb, su come incrementare la deliverability delle proprie newsletter.
Quindi, riassumendo, oltre all'importanza di utilizzare un sistema professionale per l'invio delle dem, newsletter e mailing list, è opportuno seguire queste tre semplici regole:
- non inserire l'oggetto della missiva tutto in maiuscolo
- non inserire troppi punti esclamativi
- utilizzare un unsubscribe semplice ed immediato




