La notizia è apparsa a dicembre sul blog di WordStream e, contestualmente all’ormai imminente pensionamento dell’estensione di messaggio, che probabilmente si aggiudicherà il premio di estensione meno utilizzata dagli advertiser di mezzo mondo, e all’apparizione su tutti gli account dell’estensione modulo per i lead, in qualche modo preannuncia le tante novità, sempre accompagnate da test ed attivazioni “a macchia di leopardo” su alcuni account Google Ads whitelistati per le nuove funzionalità.
Dopo le Gallery Ads, la versione di Google delle inserzioni carosello a cui ci ha abituati da tempo Facebook, pare che Google stia premendo l’acceleratore sui (nuovi) test dedicati ad una integrazione delle immagini all’interno delle serp paid, peraltro già in uso da Bing con le image extensions, il tutto a favore degli inserzionisti di Google Ads e con buona pace dei SEO.
Un aspetto negativo, a ben vedere, pare esserci: sembra che gli inserzionisti non avranno la possibilità di scegliere le immagini da utilizzare all’interno dell’estensione; sarà infatti il sistema Google Ads ad estrarre direttamente le immagini dalla landing page dell’annuncio; quindi inutile dire quanto sarà importante non utilizzare immagini stock e dotare il proprio sito di immagini coinvolgenti, magari ambientate e ben curate.
Whoa, deja vu!
Cosa ci possiamo aspettare da questa nuova estensione Google Ads?
Annunci più coinvolgenti, per i quali forse si otterranno dei CTR più alti e, potenzialmente, dei CPC medi più bassi.
Un’altra rapina con destrezza ai danni del traffico organico è andata in porto: Ok Google!