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Ottimizzare e Automatizzare le campagne PPC con Optmyzr

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Lo ammetto: adoro di tutte le soluzioni, siano esse automazioni, script o piattaforme, che permettono di risparmiare tempo da dedicare ad azioni manuali e analisi spesso noiose, rubando tempo prezioso ad aspetti più strategici del digital marketing.
Il mondo del pay per click advertising, soprattutto in questi ultimi anni, è forse quello che più ha visto la crescita, in quantità e in qualità, di soluzioni destinate a (cercare di) far funzionare meglio le nostre campagne search, display e social, in modo particolare quelle in Facebook e Google.
Il mercato offre oggi davvero molte soluzioni, dalle più semplici e relativamente economiche, alle più complesse e complete, rivolte perlopiù ad inserzionisti che gestiscono budget rilevanti, con funzionalità che spaziano dall’A/B testing, al bid management più spinto.
Su due piedi mi vengono in mente nomi come Adespresso, Opteo, Adalysis o la italiana Adplify, ma facendo qualche ricerca se ne trovano a decine, per tutte le tasche ed esigenze.
Dopo averne provate diverse, ammette di prediligere Optmyzr, alla cui crescita, nel mio piccolissimo, ho contribuito con la localizzazione in lingua italiana dei report.

Cosa è Optmyzr?

Come recita il sito ufficiale, Optmyzr è una suite di livello enterprise di strumenti, script e flussi automatizzati a disposizione di inserzionisti, consulenti e agenzie che lavorano con le campagne di digital marketing , tutto questo a prezzi accessibili.

Oltre ai vari strumenti di monitoring e ottimizzazione, Optmyzr mette a disposizione anche un’area, davvero molto completa, dove sono disponibili tutta una serie di tempalte di report (report executive annuali, report mensili, audit di account, vertical per e-commerce, Google Analytics performance, etc), tutti personalizzabili al 100%: dalla tipologia di KPI integrati, in modo da poterli adattare in base agli stakeholder, ai colori adottati, la lingua e il logo della agenzia, così come c’è la possibilità di creare dei report completamente custom.
I report possono essere realizzati in vari formati, resi automatizzati, si possono arricchire con grafici di varia tipologia e vi si possono integrare dei commenti testuali: pur non avendo la pretesa di essere delle dashboard, vi assicuro che i report che si possono generare sono di ottimo livello, oltre che white label. 🙂

Fondata nel 2013 da Frederick Vallaeys, ex-Google AdWords Evangelist, Optmyzr nel corso degli anni ha visto una costante crescita in termini di investimenti in ricerca e sviluppo che, parallelamente, hanno permesso la costante integrazione di nuove funzionalità e l’ottimizzazione di quelle già disponibili.

Proprio all’inizio di quest’anno ne sono state rilasciate alcune molto interessanti ed utili per miglioramento delle performance delle vostre campagne Google Ads e, soprattutto, per risparmiare davvero molto tempo, permettendovi di velocizzare di molto alcune routine di analisi implementazione di carattere giornaliero, settimanale o mensile.
Ecco di seguito una carrellata di quelle che reputo essere le novità più significative introdotte da Optmyzr negli ultimi tempi.

gestione degli annunci

Ad text Optimization: questo strumento, che supporta anche alcune ottimizzazioni rapide, permette di analizzare ed individuare i componenti degli annunci con il rendimento migliore tra annunci di testo standard ed espansi, offrendo inoltre la possibilità di segmentare il rendimento di tali componenti per device.

Add Responsive Search Ads: con questa funzionalità è possibile creare nuovi annunci reattivi in modo semplice e veloce, a partire da suggerimenti per titoli e descrizioni offerti direttamente dalla piattaforma che poi possono essere facilmente integrati ed essere caricati massivamente sull’account Google Ads.

AB Testing: in realtà non si tratta di una novità poiché già presente, tuttavia è stata migliorata la modalità con la quale vengono confrontati gli annunci con dati statisticamente significativi per creare nuovi annunci potenzialmente migliori.

Gestione delle campagne shopping

Shopping Analysis: permette di semplificare le analisi sul rendimento delle campagne shopping in funzione degli attributi nel feed prodotti filtrabili in base a varie metriche, come ROAS, CTR, CPA, etc.

Shopping Campaign Builder 2.0: tramite un semplice wizard in 6 passaggi, permette di creare campagne shopping ex-novo o di andare ad ottimizzare campagne esistenti, creando split logici di gruppi di prodotto e di annunci.

Altre novità

Quality Score Tracker: anch’esso in realtà era già presente, ma è stata migliorata la modalità con la quale viene monitorato l’andamento del punteggio di qualità a livello di parole chiave, gruppi di annunci e campagne, compresi utilissimi insight sui top movers su un determinato intervallo temporale, permette di effettuare operazioni rapide direttamente dalla piattaforma, come la messa in pausa di parole chiave con basso punteggio di qualità che non hanno generato performance soddisfacenti o la creazione di SKAG (single keyword ad group) a partire dalle parole chiave caratterizzate da un basso punteggio di qualità.
Altra novità è che adesso, se si decide di creare uno SKAG, c’è la possibilità di lavorare con gli annunci adattabili.

Rule engine: si tratta di una delle novità più interessanti, e permette di portare avanti analisi avanzate o ottimizzazioni a livello di parole chiave, gruppi di annunci, campagne e account Google Ads, Bing Ads e Amazon Ads in funzione di regole basate su condizioni di tipo ifthen (“se si verifica questa condizione, allora fai questo”), permettendo di realizzare processi che possono essere personalizzati, automatizzati e pianificati, portandoci così a risparmiare davvero molto tempo.
Per poterne comprenderne e sfruttarne al massimo le potenzialità, sarà importante dedicare un minimo di tempo in test, così da comprenderne la struttura a tre livelli (recipes, rules, conditions & actions) che aiuta a organizzare, costruire e applicare le regole, anche molto complesse, che si possono adottare.
Il mio consiglio è di partire con le recipe pre-impostate, per poi passare alla realizzazione delle vostre “ricette di ottimizzazione” custom una volta che si è presa confidenza con lo strumento.



No, non sono stato foraggiato da Frederick per scrivere questo post su Optmyzr, ma da early adopter ho avuto modo di rendermi conto di quanto la piattaforma si sia evoluta nel corso del tempo e, soprattutto, sia di grande supporto nello spostare il mio focus dall’operatività quotidiana alla strategia di medio/lungo periodo.

Se preferite non utilizzare piattaforme come questa, che indubbiamente potrebbero avere costi non sostenibili da parte di free lance o piccoli advertiser/agenzie, se già non lo state facendo, comunque vi consiglio caldamente di iniziare ad interessarvi attivamente al mondo delle automazioni per la gestione delle vostre campagne Google, Bing/Microsoft, Facebook, Amazon, etc, siano esse regole automatizzate, script a livello di account o di MCC o sviluppi custom tramite API: l’intelligenza artificiale di cui sono dotate le piattaforme di digital advertising sarà sempre più preponderante e già oggi sta assolvendo a compiti che fino a 2-3 anni fa erano a carico del digital advertiser, basti pensare alle strategie di smart bidding che imperano nel mondo di Google Ads.


intelligenza artificial e advertising

A chi volesse approfondire il tema dell’intelligenza artificiale , degli algoritmi di machine lerning e di auction-time bidding applicata al digital marketing e in particolare al ppc, consiglio la lettura del libro Digital Marketing in an AI World: Futureproofing Your PPC Agency di Frederick Valleys.
Insomma, meglio conviverci pacificamente, collaborare con loro e sfruttarne tutte le potenzialità anziché ostinarsi a voler fare un lavoro, il più delle volte monotono e noioso, che loro sarebbero sicuramente in grado di fare meglio di noi in un terzo del tempo. 🙂

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Alessio Sbrana

Da circa 20 anni mi occupo di strategie di web marketing: nel corso della mia carriera ho avuto l'opportunità di lavorare come freelance, imprenditore e responsabile dei team digital per varie agenzie di digital marketing.
Questi ruoli mi hanno dato modo di lavorare per siti aziendali, istituzionali, onlus, gruppi bancari, multinazionali, pmi, info-commerce e, soprattutto, siti di commercio elettronico.

Il miei "primi amori” sono stati la SEO e la SEM, ma la generazione di traffico, se pur "di qualità", non può bastare: negli anni ho approfondito le mie conoscenze in ambito digital con l’obiettivo di aumentare il profitto economico delle aziende attraverso il web, in modo particolare grazie alla conversion optimization (CRO) e alla marketing automation.

Quando non sono a correre in montagna mi occupo di formazione nel mondo digital.

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